CEP LIBRARY

Public Building + Masterplan  | Pisa

La biblioteca, inserita in un contesto fortemente urbanizzato, fa parte di un più ampio intervento che prevede la riqualificazione dell’intera area. Il fabbricato viene arretrata rispetto al filo stradale e sollevata per donare al quartiere una piazza ed un grande giardino di accesso al parco. L’originalità delle forme curvilinee funge da richiamo al paesaggio naturale in cui la struttura appare completamente immersa. La forma allungata ed il volume sospeso ricorda le grandi infrastrutture sotto al quale si trovano bar – ingresso – bookshop – sala esposizioni – auditorium.

“…grande ma invisibile, costruito ma altrove…”

La struttura dell’edificio è composta da due gusci in calcestruzzo sorretti da pilastri circolari e setti in c.a. L‘utilizzo delle vetrate a nastro e del cemento, contribuisce ad accentuare il senso di fluidità e continuità degli spazi. L’area espositiva principale si articola in uno spazio continuo, all’interno del quale si articolano le diverse funzioni che accompagnano con dolci pendenze i visitatori. Lo spazio espositivo principale è uno spazio continuo che si articola su diversi livelli con mezzanini e gallerie, collegati da rampe. Lungo tutto il percorso si snoda un elemento di comunicazione orizzontale attrezzato utilizzabile come seduta dai visitatori alla continua ricerca di uno spazio continuo che includa più funzioni senza barriere…gli spazi vengono condensati attraverso pavimenti e soffitti continui.

La forma organica dovuta al movimento ondulatorio della copertura e del pavimento che si sviluppano paralleli. La struttura principale appare come una lunga passerella, il grande arco sottolinea importanza di mantenere uno spazio esterno accattivante e evitare l’impressione di essere in un tunnel. Le sue linee sinuose e curve emozionanti rendono la biblioteca un edificio dinamico. Le sue linee prendono velocità e rallentano solo per immergersi in avanti in grandi curve con raggi in continua evoluzione senza soluzione di continuità.

L’intento di comunicare l’assenza di gerarchie ha portato ad un disegno dalle geometrie fluide, dove scale e gradini lasciano spazio a leggere pendenze, “ascensori orizzontali” ed ampie terrazze, delimitando zone di lavoro senza creare barriere, e dove le pareti divisorie sono per questo quasi del tutto assenti per massimizzare la fruibilità e l’interazione.

La piazza pubblica di fronte al palazzo sembra entrare all’interno grazie alle vetrate che rendono gli spazi interni visibili, accoglienti e comprensibili a tutti i visitatori. Questi spazi sono protetti dall’arco aggettante di cemento faccia vista. La tradizionale atmosfera serena della biblioteca si trova al piano superiore. Questa sarà una zona tranquilla e contemplativa che galleggia sopra all’animata piazza del parco sottostante.

La facciata utilizza una geometria unica e la distribuzione delle aperture in vetro trasparente e porosi per controllare i livelli di luce desiderati per gli spazi interni. Zone trasparenti altamente scenografiche attirano l’interesse pubblico per attività all’interno, mentre le aree chiuse offrono spazi di studio più mirati. Un rivestimento in acciaio inox a finitura opaca forma la busta a filo di questa struttura vibrante, creando l’impressione di un’unità omogenea e, allo stesso tempo, creando un aspetto continuo mutamento a seconda delle condizioni atmosferiche e di luce.

Il rivestimento esprime con un vocabolario contemporaneo un mix di trasparenza e opacità. Gli elementi esagonali sono rivestiti con tamponamenti trasparenza e opachi, generando cosi un sistema di ombreggiamento automatico e contemporaneamente controllando i livelli di luce e calore che penetreranno nell’edificio in relazione all’incidenza dell’irraggiamento solare. Ricerca di plasticità e compattezza ottenuta tramite dall’elemento denominatore del pattern di facciata. Questo elemento decorativo oltre a ricordare le forme organiche e gestire l’illuminazione in ingresso dell’edificio, di notte caratterizza e sottolinea l’intera costruzione.